Bleu
In una delle più grandi città della terra, non importa in quale, esisteva un pittore. Egli era considerato forse il più abile artista di sempre. Con un tocco del suo pennello, sulla tela, prendevano vita non figure ma oggetti reali! Una pennellata di rosso ed ecco dei petali di rosa tanto belli e meravigliosi che sembrava di sentirene la fragranza. Un tocco di azzurro bastava a riprodurre la bellezza del cielo e la sensazione di aria fresca in chi lo ammirava. Era sicuramente il migliore e difficilmente altri dopo di lui sarebbero stati capaci di tanta magnificenza.
Ma non è di questo pittore in particolare che voglio parlarvi, nè della sua vita nè tantomeno voglio stare ancora qui ad elogiarlo. Ben più interessante, a mio parere, è ciò che accadde a costui nel pieno della sua produzione e ispirazione artistica, al culmine della sua arte.
Si ritrovò spiazzato, davanti alla tela, quando dopo sette anni di tentativi falliti capì che non riusciva a dipingere il mare. Era troppo, quell’immensità, quella maraviglia, per essere dipinto come lui pretendeva. Ogni tentativo sembrava una brutta copia, giusto una chiazza blu che facesse pensare al mare. Un suo amico, amante dei viaggi quanto della pittura, gli parlò di un paese arrampicato sulla costa dove tutto era dipinto da un blu bellissimo e profondo come non aveva mai visto. Il Gran pittore era scettico, era ormai rassegnato ma decise di partire comunque per questo paese lontano. Giunto a destinazione trasalì alla vista di ciò che gli si apriva davanti agli occhi. Le case, le ringhiere, le finestre e le porte. Perfino le linee sulle strade e i lampioni erano blu. Ed era veramete un blu bellissimo, senza pari! Profondo e unico, come non ne aveva mai visto. Corse per il villaggio col respiro soffocato e la mente annebbiata, non poteva credere a questo paesaggio dove tutto era immerso nel blu. Il villaggio era piccolo e di lì a poco si ritrovò davanti a un negozio di vernici. Ironicamente la facciata non sembrava essere verniciata da molto tempo, ma capitano spesso nella vita simili scherzi davanti ai quali non possiamo fare a meno di sorridere. Entrò come uno scolaro che esce da scuola al suono della campanella, come catapultato dal suo desiderio. Il negozio era carico di merce e senza gran spazio all’estetica. Sembrava una vecchia ferramenta degli anni settanta. Vecchi scaffali, vecchie macchie di vernice, vecchi modelli di navi e dietro a una vecchia radio a transistor un uomo in abito, vecchio anch’esso. Doveva sentirsi a suo agio.
Si guardarono per un attimo e ad un tratto i baffi del commerciante si piegarono in un sorriso e tutti e due si misero a ridere. Il grande pittore aveva ritrovato nella sua ricerca un suo vecchio amico di marina. Uno era diventato pittore, l’altro vendeva vernici e insieme avevano vissuto il mare.
Dopo essersi riconciliati e aver parlato per un po’ degli ultimi anni il gran pittore gli disse perchè era giunto fino a lì. Il commerciante pensò a lungo e disse al pittore che non era possibile dipingere il mare. Amava quel colore tanto da non averne altro in negozio, e questo spiegava lo strano paesaggio, ma mai crederebbe che basti per rinchiudere il mare in una tela. Insieme andarono sugli scogli e per ore osservarono il mare. Delle lacrime rigarono il viso del pittore. Dopo il tramonto il mercante si alzò e decise di aiutarlo. Tornò in negozio e lavorò per tutta la notte. Aveva tantissime basi e ottimi diluenti e i suoi macchinari rimestarono la vernice fino all’alba. Fece un infinità di prove e alla fine, al sorgere del sole con un barattolo tornò sugli scogli. Il gran pittore era ancora lì immobile, in attesa. Prese il barattolo e sorridendo al mercante decise di provare subito il colore. Si procurò una tela e nel vecchio negozio cominciò a pennellare.
Entrò un bambino, era il nipote del mercante, fece un saluto al nonno, si guadagnò una caramella e fece per uscire dalla porta quando incrociò la tela con lo sguardo. Si avvicinò al dipinto e guardò il pittore dipingere con frenesia, come insaziabile di colore.
-Come ha fatto signore a mettere il mare là dentro?-
Al Gran pittore si bloccò il respiro mentre il nonno si avvicinò di fretta alla tela. Ci fu un attimo di silenzio e ad un tratto il pittore e il negoziante si misero a ridere davanti alla bellezza del dipinto, del mare e di quel magico e dolce momento. In una delle più grandi città del mondo, poco importa in quale, esisteva un pittore. Egli era considerato forse il più abile artista di tutti i tempi. Con un tocco del suo pennello, sulla tela, prendevano vita non figure ma oggetti reali! Una pennellata di rosso ed ecco dei petali di rosa tanto belli e meravigliosi che pareva di sentirne la fragranza. Un tocco di azzurro bastava a riprodurre la bellezza del cielo e la sensazione di aria fresca in chi lo ammirava. Era sicuramente il migliore e difficilmente altri dopo di lui sarebbero stati capaci di tanta magnificenza.
Ma non è di questo pittore in particolare che voglio parlarvi, nè della sua vita nè tantomeno voglio stare ancora qui ad elogiarlo. Ben più interessante, a mio parere, è ciò che accadde a costui nel pieno della sua produzione e ispirazione artistica, al culmine della sua arte.
Si ritrovò spiazzato, davanti alla tela, quando dopo sette anni di tentativi falliti capì che non riusciva a dipingere il mare. Era troppo, quell’immensità, quella maraviglia, per essere dipinto come lui pretendeva. Ogni tentativo sembrava una brutta copia, giusto una chiazza blu che facesse pensare al mare. Un suo amico, amante dei viaggi quanto della pittura, gli parlò di un paese arrampicato sulla costa dove tutto era dipinto da un blu bellissimo e profondo come non aveva mai visto. Il Gran pittore era scettico, era ormai rassegnato, ma decise di partire comunque per questo paese lontano.
Giunto a destinazione trasalì alla vista di ciò che gli si apriva davanti agli occhi. Le case, le ringhiere, le finestre e le porte. Perfino le linee sulle strade e i lampioni erano blu. Ed era veramete un blu bellissimo, senza pari! Profondo e unico, come non ne aveva mai visto. Corse per il villaggio col respiro soffocato e la mente annebbiata, non poteva credere a questo paesaggio dove tutto era immerso nel blu. Il villaggio era piccolo e di lì a poco si ritrovò davanti a un negozio di vernici. Ironicamente la facciata non sembrava essere verniciata da molto tempo, ma capitano spesso nella vita simili scherzi davanti ai quali non possiamo fare a meno di sorridere. Entrò come uno scolaro che esce da scuola al suono della campanella, come catapultato dal suo desiderio. Il negozio era carico di merce e senza gran spazio all’estetica. Sembrava una vecchia ferramenta degli anni settanta. Vecchi scaffali, vecchie macchie di vernice, vecchi modelli di navi e dietro a una vecchia radio a transistor un uomo in abito, vecchio anch’esso. Doveva sentirsi a suo agio.
Si guardarono per un attimo e ad un tratto i baffi del commerciante si piegarono in un sorriso e tutti e due si misero a ridere. Il grande pittore aveva ritrovato nella sua ricerca un suo vecchio amico di marina. Uno era diventato pittore, l’altro vendeva vernici e insieme avevano vissuto il mare.
Dopo essersi riconciliati e aver parlato per un po’ degli ultimi anni il Gran pittore gli disse perchè era giunto fino a lì. Il commerciante pensò a lungo e disse al pittore che non era possibile dipingere il mare. Amava quel colore che lui cercava tanto da non averne altro in negozio, e questo spiegava lo strano paesaggio, ma mai crederebbe che basti per rinchiudere il mare in una tela. Insieme andarono sugli scogli e per ore osservarono il mare. Delle lacrime rigarono il viso del pittore. Dopo il tramonto il mercante si alzò e decise di aiutarlo. Tornò in negozio e lavorò per tutta la notte. Aveva tantissime basi e ottimi diluenti e i suoi macchinari rimestarono la vernice fino all’alba. Fece un infinità di prove e alla fine, al sorgere del sole con un barattolo tornò sugli scogli. Il Gran pittore era ancora lì immobile, in attesa. Prese il barattolo e sorridendo al mercante decise di provare subito il colore. Si procurò una tela e nel vecchio negozio cominciò a pennellare.
Entrò un bambino, era il nipote del mercante, fece un saluto al nonno, si guadagnò una caramella e fece per uscire dalla porta quando incrociò la tela con lo sguardo. Si avvicinò al dipinto e guardò il pittore dipingere con frenesia, come insaziabile di colore.
-Come ha fatto signore a mettere il mare là dentro?-
Al Gran pittore si bloccò il respiro mentre il nonno si avvicinò di fretta alla tela. Ci fu un attimo di silenzio e ad un tratto il pittore e il negoziante si misero a ridere davanti alla bellezza del dipinto, del mare e di quel magico e dolce momento.

Bella! Mi ha fatto ricordare Oceano Mare di Baricco. Se non l’hai letto te lo consiglio vivamente!!
Ciao
markinho ha detto questo su 5 Marzo 2009 a 19:13
Grazie, non l’ho letto ma pensavo gia di leggerlo, appena troverò un po di tempo… Conosci altri blog di qualcuno che scrive favole?
gialloeviola ha detto questo su 5 Marzo 2009 a 23:01